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Vai male all’università? Come migliorare il tuo metodo di studio universitario

Il primo e più grande errore dei neo studenti universitari, anche coloro che al Liceo erano considerati i migliori, è che all’Università il metodo di studio cambia completamente.: un gran numero di diplomati con il massimo dei voti ha affrontato in seguito una fallimentare carriera università. In questo approfondimento scopriremo le tre regole di studio fondamentali per poter seguire senza problemi il proprio percorso di studi.

Premessa

Non ci stancheremo mai di ripeterlo: imparare un metodo di studio universitario è cruciale ed è ciò che farà pendere l’ago della bilancia tra “successo” e “fallimento”. L’Università è un investimento che si fa per il proprio futuro, è un costo reale per se stessi e per i familiari. Se non si entra nell’ottica che, rispetto al Liceo, deve cambiare completamente il proprio modo di studiare, si rischia concretamente di veder resi vani tutti i sacrifici fatti per accedere all’ateneo di preferenza. Guide approfondite come: https://www.efficacemente.com/studio/metodo-di-studio-universitario/ o come altre disponibili sul web ti consentiranno di sviluppare un tuo personale, e vincente, metodo di apprendimento.

Le tre regole sacre dell’apprendimento universitario

(RE) impara a prendere appunti

Non c’è un modo migliore per prendere appunti. Esiste solo quello che funziona meglio per te. Prenderli in forma discorsiva o per “parole chiave”? Dipende da te. Il consiglio è quello di testare diversi modi da SUBITO, a partire dalla tua prima lezione universitaria. Non portare il libro di testo, spegni il pc, presentati in aula solo con una penna e un blocco note di carta. Dividi la lezione in due parti: nella prima prendi appunti in modo sintetico, nella seconda prendi appunti in modo più discorsivo. A lezione finita, prova a rileggere il tutto e ripetere mentalmente la lezione seguendo gli appunti. Quale stile ti ha permesso di apprendere di più?

Memorizzazione Attiva

Al Liceo non è essenziale, ma all’Università, con un numero maggiore di concetti da imparare in minor tempo, diventa vitale passare dalla memorizzazione passiva (ovvero leggere dall’inizio alla fine per X volte), poco efficace, ad una memorizzazione attiva, ovvero leggere, comprendere, e ripetere pochi blocchi di testo per volta.

Il cervello è facilmente influenzabile da esempi, immagini mentali, acronimi. Usa a tuo favore le capacità del cervello, che in caso di concetti ripetuti e ripetuti all’infinito, ad un certo punto mette un “blocco”. La memorizzazione attiva, unita alla creatività e alla comprensione del testo permette di conservare elevati volumi di nozioni e pescarli dalla memoria con un facilità impressionante.

Impara a fare pausa

La maggiore libertà temporale che l’Università concede allo studente, all’inizio sembra una figata (“YE! Niente compiti per domani!“) , che in realtà si trasforma in un pericoloso boomerang per lo studente meno organizzato. In inglese il termine è “consistent“, che potremmo tradurlo con “coerenza”. Se è importante pianificare i momenti che si dedicheranno allo studio, è altrettanto importante pianificare momenti di break tra una sessione di studio e l’altra, per dare modo al cervello di “fissare” nella memoria quanto imparato.

Essere coerenti significa anche non ritrovarsi all’ultimo, alla vigilia di un esame, con l’obbligo di passare la notte a studiare.

Oltre alle tre sopra, esiste una regola ancora più sacra: lo studio notturno è il MALE. Un post su Open Colleges è illuminante: Day vs Night: when is the best time to study and why?